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MONITORAGGIO GEOCHIMICO E ISOTOPICO PER L'INDIVIDUAZIONE DELLE CONTAMINAZIONI DA PERCOLATO

L’individuazione, il tracciamento e la quantificazione della contaminazione da percolato a carico dei corpi idrici naturali sotterranei e/o superficiali è uno degli aspetti più importanti del monitoraggio delle discariche.
Le indagini di TerreLogiche, supportate da numerose esperienze professionali e pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, hanno come obiettivo il pronto ed efficace riconoscimento di eventi contaminativi utilizzando le indicazioni fornite dagli isotopi stabili e radiogenici naturalmente presenti nelle acque (2H, 18O, Trizio, 13C). Queste tecniche permettono di individuare (o di escludere) con estrema efficacia la presenza di contaminazioni da percolato anche a livelli inferiori all’1%, soglie non raggiungibili con i normali controlli di routine imposti dal D.Lgs 152/06.
L’approccio seguito si basa sulla caratterizzazione chimica e isotopica dei corpi idrici potenzialmente contaminati e dei principali vettori di contaminazione, ossia percolato o altri reflui prodotti dall’attività delle discariche.
Le esperienze maturate hanno permesso di sperimentare l’efficacia di questo tipo di indagine, sia nell'individuare contaminazioni non evidenziate dai normali controlli di routine prescritti dalla normativa, sia nell'escludere la presenza di contaminazioni nei casi in cui valori anomali di alcune specie chimiche erano legate a particolarità geologiche e geochimiche del contesto e non a sversamenti di percolato.
Da un punto di vista analitico il protocollo solitamente seguito, che può variare a seconda delle condizioni sito specifiche, prevede la determinazione delle specie ioniche principali (Cl-, SO4=, HCO3-, Na+, K+, Ca2+, Mg2+), delle specie azotate (NO3-, NO2-, NH4+), della domanda chimica di ossigeno (COD). Ma il contributo fondamentale nella individuazione delle contaminazioni da percolato è senza dubbio portato dalle indagini che prevedono la determinazione degli isotopi stabili e radiogenici dell’acqua (18O, 2H, 3H) e del contenuto isotopico del carbonio inorganico disciolto (13C).

diagrammi fuorvianti

Esempio delle indicazioni fuorvianti fornite da valori di Mn e Cl (Figura a: contaminazione in PZ1, P2 e PZ2?) e individuazione della contaminazione effettiva a carico delle acque dei piezometri PZ3 e PZ4 grazie alle indicazioni fornite dalle indagini isotopiche (Figura b)

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