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MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELL'ARIA

Il problema delle ricadute generate dalle attività di una discarica sulla qualità dell’aria nelle aree circostanti gli impianti, è uno dei principali motivi di preoccupazione e contenzioso con le comunità locali, sia per l’impatto odorigeno sia per la presenza di numerosi composti tossici nel biogas.
In alcuni casi le discariche si inseriscono in contesti già ampiamente antropizzati, con presenza di attività industriali di vario tipo, arterie stradali a traffico elevato, ecc., che a loro volta impattano a vario grado sulla qualità dell’aria; senza contare che alcune delle sostanze organiche che caratterizzano il biogas, sono emesse in quantità non trascurabile anche da sorgenti naturali.
In contesti complessi è pertanto fondamentale discriminare l’effettivo apporto di “inquinanti” dovuto alla discarica da quello generato da altre fonti antropiche o naturali.
In quest’ottica, TerreLogiche ha perfezionato una metodologia di indagine che integra tecniche analitiche e approccio deterministico, utilizzata con risultati eccellenti in numerose collaborazioni con enti di ricerca e agenzie regionali per la protezione ambientale.
Fanno parte integrante dei protocolli di indagine utilizzati la caratterizzazione gravimetrica, chimica e isotopica del particolato atmosferico (PMS, PM10, PM2.5), la speciazione dei composti organici volatili (VOC) e di gruppi di sostanze odorigene quali mercaptani, aldeidi, chetoni ecc.

 


 

MONITORAGGIO GEOCHIMICO E ISOTOPICO PER L'INDIVIDUAZIONE DELLE CONTAMINAZIONI DA PERCOLATO

L’individuazione, il tracciamento e la quantificazione della contaminazione da percolato a carico dei corpi idrici naturali sotterranei e/o superficiali è uno degli aspetti più importanti del monitoraggio delle discariche.
Le indagini di TerreLogiche, supportate da numerose esperienze professionali e pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, hanno come obiettivo il pronto ed efficace riconoscimento di eventi contaminativi utilizzando le indicazioni fornite dagli isotopi stabili e radiogenici naturalmente presenti nelle acque (2H, 18O, Trizio, 13C). Queste tecniche permettono di individuare (o di escludere) con estrema efficacia la presenza di contaminazioni da percolato anche a livelli inferiori all’1%, soglie non raggiungibili con i normali controlli di routine imposti dal D.Lgs 152/06.
L’approccio seguito si basa sulla caratterizzazione chimica e isotopica dei corpi idrici potenzialmente contaminati e dei principali vettori di contaminazione, ossia percolato o altri reflui prodotti dall’attività delle discariche.
Le esperienze maturate hanno permesso di sperimentare l’efficacia di questo tipo di indagine, sia nell'individuare contaminazioni non evidenziate dai normali controlli di routine prescritti dalla normativa, sia nell'escludere la presenza di contaminazioni nei casi in cui valori anomali di alcune specie chimiche erano legate a particolarità geologiche e geochimiche del contesto e non a sversamenti di percolato.
Da un punto di vista analitico il protocollo solitamente seguito, che può variare a seconda delle condizioni sito specifiche, prevede la determinazione delle specie ioniche principali (Cl-, SO4=, HCO3-, Na+, K+, Ca2+, Mg2+), delle specie azotate (NO3-, NO2-, NH4+), della domanda chimica di ossigeno (COD). Ma il contributo fondamentale nella individuazione delle contaminazioni da percolato è senza dubbio portato dalle indagini che prevedono la determinazione degli isotopi stabili e radiogenici dell’acqua (18O, 2H, 3H) e del contenuto isotopico del carbonio inorganico disciolto (13C).

diagrammi fuorvianti

Esempio delle indicazioni fuorvianti fornite da valori di Mn e Cl (Figura a: contaminazione in PZ1, P2 e PZ2?) e individuazione della contaminazione effettiva a carico delle acque dei piezometri PZ3 e PZ4 grazie alle indicazioni fornite dalle indagini isotopiche (Figura b)

VALUTAZIONE DELL'EFFICIENZA DEI SISTEMI DI CAPTAZIONE

La stima delle emissioni diffuse di biogas rilasciate attraverso le coperture fornisce una preziosa informazione per la valutazione dell’efficienza dei sistemi di captazione. Tale valutazione, vitale per l’ottimizzazione della resa economica degli impianti di conversione energetica del biogas e per la minimizzazione degli impatti sull’ambiente, viene condotta da TerreLogiche attraverso una metodologia particolarmente efficace ed ampiamente testata su numerose discariche.
Il metodo considera infatti le cinetiche ossidative sub-superficiali che, se trascurate, possono portare a grossolani errori di valutazione dell’efficienza e può essere applicato con relativa semplicità una volta noti quantità e composizione (essenzialmente in termini di CO2 e CH4) del biogas captato.
Attraverso questo approccio numerosi gestori hanno ottenuto per la prima volta una stima affidabile delle reali efficienze dei loro sistemi di captazione, troppo spesso sovrastimate perché derivate unicamente da modellazioni numeriche o da assunti preconcetti. Questo ha permesso loro di intervenire in modo ragionato sia sulle coperture che sui presidi di estrazione con incrementi di efficienza, e di resa economica, significativi.

EMISSIONI DIFFUSE DI BIOGAS 

Monitoraggio delle emissioni diffuse di biogas rilasciate attraverso le coperture delle discariche

TerreLogiche ha una vasta esperienza nel monitoraggio, quantificazione e mappatura delle emissioni diffuse di biogas rilasciato in atmosfera attraverso le coperture delle discariche.
Le tecniche di monitoraggio, applicate in numerosi contesti e pubblicati su riviste scientifiche internazionali, si basano sull'utilizzo del metodo della camera d’accumulo, equipaggiata con sensoristica dedicata in grado di determinare contemporaneamente l’emissione di CO2, CH4. Terrelogiche è inoltre in grado di valutare l’emissione in atmosfera di H2S, NH3 e di numerosi composti organici volatili (VOC) che, benché presenti in concentrazioni molto ridotte nel biogas, rivestono un ruolo fondamentale nel determinare l’impatto delle discariche sull’ambiente circostante in virtù delle peculiarità odorigene o per la tossicità che li caratterizzano.
Dal punto di vista operativo, terminata l’esecuzione delle misure sul campo, i dati acquisiti vengono ricontrollati ed elaborati con tecniche statistiche e geostatistiche per ottenere valutazioni complessive e mappe di isoflusso a partire da misure puntuali.
La conoscenza della quantità di biogas rilasciato in atmosfera, oltre a fornire indicazioni sull’impatto generato dalla discarica, permette di valutare l'efficienza dei sistemi di captazione. L’individuazione di zone di fragilità sulla copertura fornisce ai gestori indicazioni precise per intervenire in tempi rapidi per porre rimedio ad eventuali criticità, instaurando un connubio perfetto e virtuoso in cui tutela dell’ambiente e convenienza economica procedono di pari passo.

Bibliografia:
Battaglini R., Raco B., Scozzari A. (2013) Effective monitoring of land?lls: ?ux measurements and thermography enhance ef?ciency and reduce environmental impact. J. Geophys. Eng. 10 (2013) 064002 (14pp) doi:10.1088/1742-2132/10/6/064002.
Raco B., Battaglini R., Lelli M., (2010) Gas emission into the atmosphere from controlled landfills: an example from Legoli landfill (Tuscany, Italy). Environ. Sci. Pollut. Res. (2010) 17:1197–1206. doi:10.1007/s11356-010-0294-2.

 

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