È stato presentato in occasione del XVI Convegno Nazionale GIT-SI lo studio dal titolo “The square approach: a combined chemical and isotopic fingerprinting for the prompt identification of leachate contamination. Examples from two Tuscany landfills” che il settore ambiente di TerreLogiche ha svolto in collaborazione con l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa. Vincitore del premio Giorgio Ghiglieri nell'ambito della Sessione di Idrogeologia, il contributo mostra come una caratterizzazione combinata chimica e isotopica dei reflui di discarica e delle acque naturali possa essere uno strumento estremamente utile ai fini del tracciamento della contaminazione da percolato.
Le procedure di monitoraggio e controllo da effettuare sugli impianti di stoccaggio dei rifiuti prescritte dalla normativa italiana prevedono la determinazione analitica di un gran numero di parametri chimici e chimico-fisici, importanti per definire la qualità delle acque ma non sempre realmente utili per attribuire in maniera univoca e certa la responsabilità della contaminazione. Tra i marker che risultano maggiormente efficaci come traccianti del percolato vi è il trizio, isotopo radioattivo dell'idrogeno, che offre la possibilità di riconoscere la contaminazione fin dai primi stadi e, soprattutto, a livelli estremamente bassi, non individuabili con i normali controlli chimici dettati dalla normativa. R. Battaglini e N. Ticciati (TerreLogiche) e B. Raco (CNR-IGG) hanno sviluppato un nuovo metodo di analisi, basato sui rapporti tra il trizio e alcuni parametri che risultano sicuramente caratterizzanti per il percolato, che permette di individuare la presenza di interazioni tra i reflui degli impianti e le acque del sistema naturale.
Questo studio rientra in uno dei focus principali del settore ambiente di TerreLogiche: l’utilizzo delle metodologie geochimiche e isotopiche per il monitoraggio ambientale e il controllo delle discariche finalizzate a risolvere problematiche di riconoscimento, tracciamento e quantificazione degli inquinanti antropici.
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